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Eboli Cosa Vedere...

  • Zona archeologica con le tre aree di Montedoro (resti della seconda metà del IV secolo a. C. di civiltà protovillanoviane), Santi Cosma e Damiano (abitata tra il III ed il IV secolo d. C. da popolazioni Egeo-Anatoliche), Paterno (resti di una villa romana del IV secolo d. C.)
  • Santuario e Chiesa dei Santi Cosma e Damiano con la presenza di due tele pregiate
  • Badia di San Pietro alli Marmi, basilica a tre navate d’ispirazione normanna Castello Colonna di mole quattrocentesca rimaneggiato all’interno dal Vanvitelli
  • Cappella di Santa Maria ad Intra dal caratteristico campanile con bassorilievo che raffigura Dio con in mano il globo terracqueo
  • Monastero e Chiesa di Sant’Antonio de Vienne in stile tardo barocco, a pianta rettangolare ed a navata unica
  • Chiesa di San Biagio ad una navata ed a pianta rettangolare
  • Convento e Chiesa della Santissima Trinità nella quale si venera una preziosa statua di Sant’Antonio
  • Complesso monumentale di S. Francesco sede del Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sele con grande chiostro intorno al quale si articola su tre lati il portico coperto
  • Chiesa di Santa Maria della Pietà con sei cappelle, tre per lato e navata coperta con volte a botte
  • Fascia pinetata

Storia...

Il territorio fu abitato da popolazioni organizzate fin dal Neolitico. Dal IX secolo arrivarono popolazioni provenienti dall’Etruria meridionale, portatrici della civiltà e cultura villanoviana, su cui poi s’innestarono gli Etruschi, che scelsero Eboli per il suo naturale ruolo di collegamento tra l’economia della Piana del Sele e quella delle zone collinari. Devastata da Alarico (410) prima e dai Saraceni dopo, riprese vigore con l’egemonia longobarda, divenendo il fulcro del sistema difensivo del principato di Salerno.

Con Federico II Eboli divenne un centro politico religioso di grande importanza, ruolo rafforzato dagli Angioini. Il segretario di Filippo II di Spagna fu nominato Principe di Eboli.

Città – simbolo delle rivolte ai soprusi come testimonia l’episodio dell’Arco dei Tredici, ossia l’uccisione di tredici nobili rapaci nel 1647 e le lotte per l’occupazione delle terre negli scorsi anni Quaranta e Cinquanta dopo la bonifica della Piana del Sele.

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